Con l’avanzare della tecnologia siamo invogliati a cambiare sempre più spesso i nostri apparecchi elettronici, ma poi che fine fanno?

La raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici cresce di anno in anno, segno evidente che con il passare del tempo la gestione ha assunto i contorni di un problema serio a causa dell’aumento esponenziale dei materiali da smaltire, spesso pericolosi, e dei componenti che invece possono rappresentare una vera e propria miniera di metalli preziosi.

Per questi motivi vanno smaltiti con uno specifico procedimento che eviti danni ambientali devastanti e che ne permetta il riciclo.


Che cosa sono i rifiuti elettronici?

I rifiuti elettronici, denominati con l’acronimo RAEE (Rifiuti da apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) o con il termine e-waste (Waste of electric and electronic equipment – WEEE) sono quello che rimane delle apparecchiature che abbiamo usato, con l’ausilio di correnti elettriche o di campi elettromagnetici, e che poi abbiamo scartato: dagli smartphone, computer, stampanti e fax ai televisori, videocamere, elettrodomestici e giocattoli elettrici e tanti altri elettroutensili di uso quotidiano.

Considerato il veloce progresso della tecnologia cambiamo i nostri prodotti anche dopo pochi mesi, ancora funzionanti, generando rapidamente grandi quantità di rifiuti elettronici.


I rischi di uno smaltimento non corretto

L’aumento della raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici presso le aree ecologiche ed i centri di raccolta sono incoraggianti, evidentemente si va perdendo la vecchia e cattiva abitudine di disperdere il rifiuto nell’ambiente o di smaltirlo nelle normali discariche insieme agli altri rifiuti.

I rischi per l’ambiente e per la salute, dovuti allo smaltimento non corretto o all’abbandono di questi rifiuti, sono altissimi e derivano dalla dispersione incontrollata di sostanze come il mercurio e i clorofluorocarburi, che sono tossiche ed inquinanti. E’ importante sapere che un corretto riciclo dei RAEE, attraverso il recupero di materiali come vetro, rame, alluminio, acciaio, ferro ed altri metalli, permette di produrre apparecchi nuovi senza dover reperire nuove risorse e con un impatto minimo sull’ambiente.

Per evitare che i RAEE siano dispersi nell’ambiente o smaltiti in modo non corretto, l’Unione Europea ha emanato una Direttiva che anche l’Italia ha recepito convertendola in Decreto Legge nel 2005, poi aggiornato nel 2014.


ERRORI DA NON FARE CON I RIFIUTI ELETTRONICI

In tema di smaltimento sono davvero tanti falsi miti da dover sfatare procedere a un corretto smaltimento, qui i più comuni:

• Buttarli nel sacco nero della raccolta indifferenziata

• Ammassare i rifi¬uti tecnologici in cantina o dimenticarli nei cassetti

• Mischiarli con gli altri rifiuti


I DANNI DEI RIFIUTI ELETTRICI SMALTITI MALE

Il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici non è soltanto una questione ambientale: ne va della nostra salute. Uno studio condotto in Cina, il paese in cui tutto il mondo riversa la maggior parte della spazzatura elettronica, fa scattare l’allarme.

Fangxing Yang, ricercatore dell’università di Zehjiang, ha deciso di provare a capire se l’aria che circonda Taizhou, uno degli impianti di smaltimento più grossi del Paese sia dannosa per la salute, e soprattutto, in quale misura. Durante i processi di smaltimento, infatti, vengono rilasciati nell’atmosfera composti organici e metalli pesanti; respirando aria contaminata, questi inquinanti si possono accumulare nell’organismo portando molti problemi di salute, anche pubblica. Yang ha perciò raccolto campioni d’aria nei dintorni dell’impianto, per poi purificare gli inquinanti presenti e quindi metterli a contatto con cellule umane polmonari, analizzando poi gli effetti delle sostanze sulla produzione di interleuchina-8 (un mediatore dell’infiammazione), sulla formazione di danni ossidativi alle cellule e sui livelli del gene p53, coinvolto nello sviluppo dei tumori.

I risultati sono stati molto chiari: l’infiammazione e lo stress ossidativo aumentano così come i livelli di p53 a causa di tutti gli inquinanti esaminati. Tutti fattori, questi, che possono provocare danni al DNA, mutazioni, tumori e malattie cardiovascolari. 

Assolutamente vietato, spiega Yang, lo smaltimento all’aperto di tali rifiuti, e un’inadeguata protezione dei lavoratori degli impianti di trattamento ed eliminazione degli stessi.


Che cosa si ottiene dal riciclo dei RAEE?

Avviare un’attività di riciclo dei rifiuti RAEE significa dare nuova vita agli oggetti riciclati: separando e trattando in modo adeguato tutti i componenti è possibile infatti rimetterli in circolo sotto forma di materie prime.

In seguito a tutte le procedure di lavorazione previste, si ottengono materiali finiti e semilavorati utilizzabili nel mercato industriale a fini di trasformazione e produzione.